Tec Service di Renzo Santarelli                           Impianti di Sicurezza


 

 

IL GARANTE HA STABILITO CHE … 

Con il provvedimento generale del 29 novembre 2000, “Videosorveglianza. Il decalogo delle regole   per non violare la privacy” , il Garante  ha stabilito che :  “Chi intende svolgere attività di videosorveglianza deve osservare almeno le seguenti cautele, rispettando comunque il principio di proporzionalità tra mezzi impiegati  e fini perseguiti:

-         tutti gli interessati devono determinare esattamente  le  finalità perseguite attraverso la videosorveglianza  e verificarne la liceità in base alle norme vigenti. Se l’attività è svolta in presenza di un pericolo concreto o per la prevenzione di specifici reati, occorre rispettare le competenze che le leggi assegnano per tali fini solo a determinate amministrazioni pubbliche, prevedendo che alle informazioni raccolte possono accedere solo queste amministrazioni;

-         il trattamento dei dati deve avvenire secondo correttezza e per scopi determinati, espliciti e legittimi  (art. 9, comma 1,  lett. a) e b), legge 675/1996);

-         nei casi in cui la legge impone la notificazione al garante dei trattamenti di dati personali effettuati da  determinati  soggetti (art. 7 legge 675/1996), questi8 devono indicare – fra le modalità di trattamento – anche la raccolta di informazioni mediante apparecchiature di videosorveglianza. Non è prevista  alcuna altra forma di specifica comunicazione o richiesta di  autorizzazione al garante;

-         si devono fornire alle persone, che possono essere riprese, indicazioni chiare, anche se sintetiche, che avvertano della presenza di impianti di videosorveglianza, fornendo anche le informazioni necessarie ai sensi dell’art. 10 della legge n. 675/1996. Ciò è tanto più necessario quando le apparecchiature non siano immediatamente visibili;

-         occorre rispettare scrupolosamente il divieto di controllo a distanza dei lavoratori e le precise garanzie previste al riguardo  (art.4 legge 300/1970);

-         occorre rispettare i principi di pertinenza e di non eccedenza, raccogliendo solo i dati strettamente necessari per il raggiungimento delle finalità perseguite, registrando le sole immagini indispensabili, limitando l’angolo visuale delle riprese, evitando – quando non indispensabili – immagini dettagliate, ingrandite o dettagli non rilevanti, e stabilendo in modo conseguente la  localizzazione delle telecamere e le modalità di ripresa; 

-         occorre determinare con precisione il periodo di eventuale conservazione delle immagini, prima della loro cancellazione, e prevedere la loro conservazione solo in relazione a illeciti che si siano verificati o a indagini delle autorità giudiziarie o di polizia;

-         occorre designare per iscritto i soggetti – responsabili e incaricati del trattamento dei dati (art. 8 e 19 della legge 675/1996 ) – che possono utilizzare gli impianti e prenderne visione delle registrazioni, avendo cura che essi accedano ai soli dati personali strettamente necessari e vietando rigorosamente l’accesso di altri soggetti, salvo che si tratti di indagini giudiziarie o di polizia;

-         i dati raccolti per determinati fini  (ad esempio, ragioni di sicurezza, tutela del patrimonio) non possono essere utilizzati per finalità diverse o ulteriori ( ad esempio, pubblicità, analisi dei comportamenti di consumo), salvo le esigenze di polizia o di giustizia, e non possono essere diffusi o comunicati a terzi;

-         i particolari impianti per la rilevazione degli accessi dei veicoli ai centri storici e alle zone a traffico limitato devono essere  conformi anche alle disposizioni contenute nel dpr 250/1999: E’ altresì necessario che la relativa documentazione sia conservata per il solo periodo necessario per contestare le infrazioni e definire il relativo contenzioso e che a essa si possa inoltre accedere solo a fini di  indagine giudiziaria o di polizia .

-         Per gli impianti di videosorveglianza finalizzati esclusivamente alla sicurezza individuale (ad esempio, il controllo dell’accesso alla propria abitazione) si ricorda che questi non rientrano nell’ambito dell’applicazione della legge 675/1996, ricorrendo le condizioni di cui all’art. 3. Occorre, però, che le  riprese siano strettamente limitate allo spazio antistante tali accessi, senza forme di videosorveglianza su aree circostanti e senza limitazioni delle libertà altrui.

-         Occorre inoltre che le informazioni raccolte non siano in alcun modo comunicate o diffuse. Altrimenti si rientra nell’ambito di applicazione generale della legge 675/1996 e devono, quindi, essere rispettate tutte le indicazioni di cui ai punti precedenti .   

 

Aggiornato il: 14-ott-2016